Eccoci, pronti per una nuova avventura!
solito appuntamento …. solito orario …. soliti occhi gonfi …. solita voglia di montagna anche se il tempo non è dei più promettenti (ma non ci tradirà). Fatte le macchinate si parte verso il Vaccarese … naturalmente consolidando l’equipaggio GI.MA.LU. (Giovanni, Mauro e il sottoscritto) ma con meno voglia di cappuccino, sia per il fatto di aver consumato già la colazione a casa, che per i ricordi della settimana precedente (vedere 1a uscita corso di alpinismo). Parcheggiate le macchine e imbracciati gli zaini, ci incamminiamo verso l’obiettivo al quale perveniamo dopo, circa, un’oretta di cammino (stavolta è andata molto meglio!). Mentre alcuni istruttori allestiscono le soste per le calate in doppia, Roberto (the Chief!) ci illustra il programma della giornata, ci spiega la costruzione della longe per la doppia e le manovre di corda da attuare …. alla fine siamo quasi tutti aggrovigliati tra cordini e moschettoni, ma sicuri del fatto nostro e pronti-pronti (rafforzativo!) a calarci da qualsisi altezza! Ci dividiamo in gruppi… chi ripassa le soste, chi prova subito con le doppie…
Finalmente tocca a me …. la prima doppia cosciente della mia vita (nel senso che ho capito cosa devo fare) da un’altezza siderale …. almeno 10 metri (pochi, direte voi, ma 10 metri visti dall’alto sono sicuramente di più che visti dal basso). OK… concentrazione… ricordarsi tutti i passaggi … mettersi in sicura… inserire la piastrina… fermare la corda col moschettone… fare l’autobloccante … ultimi controlli…. e VIA!!! …. magari, mollando la sicura, altrimenti resto lì tutta la vita.
Durante la discesa delle doppie che si sono susseguite, ho capito che, a volte, scendere è più problematico che salire …. soprattutto quando per far scorrere il machard servono due mani!
Dopo la pratica con le doppie, ci lanciamo in un IV+ di tre tiri (la via della Pera) per uno sviluppo di 80 mt e un’unica discesa in doppia da circa 40mt con due mezze corde da 55mt (… non sembra neanche italiano). Per fare tri tiri ci ho messo un’eternità … mettendo a dura prova la pazienza dell’istruttore (che non finirò mai di ringraziare per aver dissimulato così bene rabbia e sgomento!). Terminata la doppia mi concedo del cibo (barrette e pavesini) e ammiro le salite degli altri, tutti più veloci, più scattanti e più Geki.
Alle 16 prendiamo la via del ritorno e il trio GI.MA.LU. si infila in macchina con un unico desiderio… la doccia! … grande giornata!
… alla sera la mente vagava ancora tra piastrine, nodi e lucertole in parete….
se vuoi vedere qualche foto, clicca qui