Ciaspolata notturna all’Alpe Devero

By Luca

E’ una di quelle notti così. Quando non mi decido se essere contento che ci sia o triste perchè deve finire. Mentre ci penso, la godo. La neve è bianca come questa sera merita e il cielo non si nasconde. Tutto splende e tutto aspetta di essere illuminato. Noi, in attesa che le nostre lampade frontali diventino inutili e ridicole, passeggiamo in fila come le zampe di un millepiedi spartendoci l’entusiasmo e l’attesa di chi ha il sospetto che qualcosa stia per avvenire. Nel nostro ciaspolare, arriviamo in un crocchio di case che, viste cento metri prima, avremmo attribuito ad un gigantesco presepio. Scoprirne la bellezza è un’ottima scusa per dare parole alla condensa che esce dalla bocca e fiato ai polmoni … La temperatura è primaverile e i saluti agli altri viandanti mi fanno sentire parte di questo spettacolo, non solo spettatore. Il rumore dei piedi sulla neve dura scaccia i pensieri fino a lunedì, adesso non è il loro tempo. Adesso è il suo tempo. Si fa annunciare dal chiarore che riesce a spalmare sulle cime opposte e dalla linea di luce che, dall’alto, caccia le ombre e arriva a noi. Adesso tutto è più chiaro … dove prima serviva la luce, adesso bastano gli occhi. Ci fermiamo, e tutto si ferma, a guardare questa eclissi al contrario … questa luna che appare e che ci dice che questo è uno di quei momenti per i quali vale la pena di esserci, per i quali, la cosa più importante, sarebbe quella di averli condivisi con chi potesse capire e ricordare. Poi un sorriso. Sulla via del ritorno, una breve sosta al bar per fermare il momento. Poi una buonanotte, un po’ più ricca e sentita del solito, a chi non c’è o non può esserci.

Lascia un commento